IL CAMMINO DELLE CICOGNE
In collaborazione con la LIPU di Niscemi procederemo lungo i camminamenti che si inoltrano nel cuore della Piana di Gela, circondati dalla bellezza unica di questa grande pianura, per visitare il luogo di nidificazione della cicogna bianca, il più grande del meridione per numero di coppie nidificanti.
Programma:
08,30 Raduno con auto propria presso il piazzale antistante il bar raquette a Gela (pressi hotel Sileno)
09,15 Inizio escursione
13,00 Fine escursione
Note:
Si raccomanda abbigliamento adeguato per escursione, pantaloni lunghi, scarpe comode e berretto per il sole.
Si consiglia di munirsi di crema solare e di avere un piccola scorta d’acqua personale.
Info:
3807215220 Nicola
3405044856 Valentina
email nanocicli@alice.it
Domenica 06/05/2012 Nanocicli – Fiab, in collaborazione con l’associazione Green e Sport, organizza la giornata nazionale Bimbimbici. Una pedalata dedicata ai bambini per chiedere maggiori spazi e migliore vivibilità urbana.
IL PROGRAMMA
La giornata prevede il raduno dei patecipanti presso il piazzale antistante l’Istituto Valsè di Macchitella a partire dalle 09,30, con l’inizio della registrazione e la partenza per una lunga pedalata lungo le strade del quartiere Macchitella. Successivamente si arriverà presso il parco provinciale di Montelungo dove i bambini potranno partecipare ad alcuni giochi in bici e ad un divertente sorteggio finale
COS’E’ BIMBIMBICI
La FIAB propone la “sua” Giornata nazionale dedicata al diritto dei bambini di muoversi liberi e sicuri in bicicletta, nelle strade del proprio quartiere e nei percorsi casa-scuola. La Giornata nazionale non è una novità: si chiama “BIMBIMBICI”, e si organizza ininterrottamente da 13 anni in tutta Italia.
Volano verso quota 250 (attualmente sono già 236) le città italiane che ospitano e organizzano domenica 13 maggio la tredicesima edizione di “Bimbimbici”, manifestazione nazionale ideata e promossa dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus) in collaborazione con Achab Group, che vedrà le città iscritte, chiudere le strade del loro centro per ospitare grandi bicifestazioni di bambini accompagnati dai loro genitori. Un’occasione di festa e di partecipazione popolare, ma anche un modo per sottolineare come una mobilità alternativa e sostenibile, di fatto sempre più una necessità nelle città italiane, può e deve essere effettivamente possibile.
Testimonial di “Bimbimbici 2012″, l’attrice svedese Filippa Lagerbäck, “mamma anti-smog” che, preoccupata per la salute dei bambini in qualità di mamma, è sostenitrice dell’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata come le biciclette, soprattutto, insieme ad un trasporto pubblico efficiente ed agli spostamenti a piedi. Filippa Lagerbäck sarà presente in bicicletta, domenica 13 a Milano, alla grande manifestazione in bici che partirà e arriverà ai Giardini pubblici di Corso Venezia a cura di Fiab Ciclobby Milano.
Nonostante la data ufficiale dell’evento sia domenica 13 Maggio, ci saranno – e ci sono già state – localmente molte eccezioni! A partire dagli ultimi fine settimana di aprile Bimbimbici si è già tenuta in molte città come Sacile (PN), Rivalta di Torino (TO) e Castelfranco Veneto (TV) e sarà presente per tutto il mese di maggio e buona parte di quello di giugno. Ecco perché il numero delle città aderenti potrà ancora aumentare e superare le previsioni!
Arcore, Viterbo, Arezzo, Aprilia e Padova sono solo alcune delle città in cui si svolgerà Bimbimbici questo fine settimana!
Sono presenti nel sito ufficiale www.bimbimbici.it alla sezione CITTÀ ADERENTI 2012 tutte le città che finora si sono iscritte ed è possibile consultare i programmi che ci vengono forniti dai vari organizzatori locali con tutte le date, le indicazioni di percorso, gli orari e le eventuali attività collaterali organizzate in loco.
Le città che non si sono finora organizzate per ospitare l’evento possono ancora farlo tramite la propria Amministrazione Comunale, le associazioni cittadine (di ciclisti/ambientalisti, volontariato sociale, sportive), o tramite le scuole che hanno un ruolo fondamentale nell’educazione alla mobilità ciclistica (art. 230 Codice della Strada).
In particolare, le amministrazioni comunali possono ancora iscriversi compilando il modulo di adesione online, precisando che svolgeranno la propria pedalata in una data successiva al 13 Maggio; riceveranno ugualmente il materiale promozionale Bimbimbici! Per informazioni più dettagliate è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa tramite l’indirizzo mail info@bimbimbici.it.
In concomitanza con la manifestazione cittadina in bicicletta, al fine di stimolarne il coinvolgimento quanto più possibile delle scuole, anche quest’anno si sta tenendo il Concorso Nazionale di Disegno dal titolo “Una Strada Tutta Mia: gioco, pedalo e osservo il mondo” che vede i piccoli artisti dai 6 agli 11 anni delle scuole di tutta Italia disegnare a colori i proprio pensieri su una strada intesa non come luogo di vita frenetica ma come parte di un mondo dove è possibile una mobilità alternativa, in linea con il rispetto dell’ambiente.
In palio al concorso ci sono numerosi premi a tema, tra cui una fantastica crociera Bici + Barca lungo i fiumi Po e Mincio, offerta da Girolibero, compagnia specializzata in vacanze in bicicletta, media partner e sponsor del concorso.
Durante gli eventi Bimbimbici potranno essere effettuate le premiazioni dei vincitori locali, che concorreranno poi alla selezione nazionale.
L’evento Bimbimbici 2012 è reso possibile grazie alla collaborazione di Conad, main sponsor della manifestazione, che per il terzo anno offre il suo supporto per i punti di ristoro dell’evento, fornendo le nuove puree di frutta che saranno consegnate insieme al materiale di Bimbimbici ad ogni città aderente.
La tredicesima edizione di Bimbimbici prende vita anche grazie al Patrocinio di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, Camina, UPI – Unione delle Provincie d’Italia, TCI – Touring Club Italiano, Città Slow International, Associazione Medici Per L’Ambiente – ISDE Italia, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, UNPLI – Unione Nazionale Delle Pro Loco D’Italia, CONFINDUSTRIA ANCMA – ASSOCIAZIONE NAZIONALE CICLO MOTOCICLO E ACCESSORI e del MINISTERO DELL’AMBIENTE.
RETI DI STRADE SICURE PER LE BICICLETTE IN TUTTE LE CITTA’ ITALIANE
DALLA VENEZIA, PRESIDENTE FIAB: “PEDONI E CICLISTI AL CENTRO DELLE POLITICHE LOCALI”
Antonio Dalla Venezia, presidente FIAB dichiara: “All’indomani della grande manifestazione nazionale che ha visto convergere a Roma ai Fori Imperiali, 50.000 persone da tutta Italia, per rivendicare il diritto di muoversi sicuri a piedi e in bicicletta nelle città cresciute a misura d’auto e soffocate da smog e rumori, ci aspettiamo che tutte le Istituzioni, ad ogni livello di governo, ma anche tutta la stampa, facciano la loro parte affinché pedoni e ciclisti siano finalmente al centro delle politiche locali per la mobilità, la salute, la qualità della vita”.
“Siamo consapevoli – prosegue Dalla Venezia – che non si possa cambiare dalla sera alla mattina uno stile di vita, un modello culturale, un assetto economico basato sul mercato dell’auto: ma la manifestazione di Roma ha dimostrato che è quanto mai indispensabile iniziare questo percorso di cambiamento e i tempi sono più che maturi, complice pure l’attuale situazione di crisi finanziaria, che dovrebbe suggerire di indirizzare le ridotte risorse disponibili verso la realizzazione di opere ciclabili che darebbero un duplice vantaggio: sicurezza per i ciclisti e beneficio per le economie locali”.
Cosa occorre fare? Secondo il presidente della FIAB “ogni città deve iniziare a disegnare la propria rete di strade per le biciclette. La rete deve essere continua e capillare. Attenzione, nessuno si aspetta che siano immaginate piste ciclabili in sede propria dovunque: mancherebbero spazi e risorse. Ma partendo dalla classificazione funzionale delle strade, come previsto dalle norme per redigere i Piani del traffico, è possibile individuare assi radiali e circolari su cui intervenire con interventi infrastrutturali (piste ciclabili o moderazione del traffico) o provvedimenti amministrativi (ZTL, strade 30, doppi sensi per le bici nelle strade a senso unico, strade pedonali, zone residenziali). Dalla messa in rete di una sequenza ragionata di strade ciclabili, si può ottenere un buon sistema di ciclovie. Meglio se supportato da una serie di servizi: cicloposteggi, centri di riparazione e assistenza, intermodalità bici e mezzi pubblici”.
Un occhio particolare va dato anche ai progetti di nuove strade o a quelli di manutenzione straordinaria di strade esistenti: secondo gli articoli 13 e 14 del codice della strada, le strade oggetto dell’intervento devono essere ciclabili. Stessa cosa vale per i progetti di rotatorie, sottopassi e sovrappassi. Nella top ten delle prime azioni da portare a casa anche le modifiche del Codice della Strada con norme a beneficio della circolazione sicura delle biciclette, su cui la FIAB ha elaborato studi e proposte”.
Il sito www.fiab-onlus.it , un vero e proprio portale della mobilità ciclistica, è a disposizione di amministratori locali e nazionali.
Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
Tel. +39 3200313836
Fax +39 0805236674
stampa@fiab-onlus.it
Grande successo per le diverse manifestazioni che in tutta Italia, sotto il marchio “Salvaciclisti”, hanno riempito le strade e le piazze di gente in bicicletta con lo scopo di chiedere maggiore sicurezza per chi usa la bici.
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Eccovi uno dei tanti video relativi al raduno nazionale di Roma
MAGGIOR TUTELA PER CICLISTI E PEDONI
IL RESOCONTO DI EDOARDO GALATOLA, RESPONSABILE SICUREZZA FIAB
18/04/12. Questa mattina alle 11.30, nel corso di un’audizione, i
parlamentari della IX Commissione Trasporti della Camera hanno incontrato
rappresentanti della FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta e
del Movimento Salvaiciclisti sulle proposte di modifica del codice
della strada con norme di maggior tutela per ciclisti e pedoni (…).
“L’audizione era stata richiesta per tempo dalla FIAB, ed è stata accordata
con interesse, come ha confermato lo stesso Presidente della Commissione,
on. Mario Valducci, che ha ribadito che la FIAB ed i ciclisti sono stati
tra i pochi soggetti convocati, tenendo fede ad un impegno preso nel
luglio 2009. In quelloccasione specifici emendamenti riguardanti
modifiche al Codice della Strada, da noi suggeriti e presentati dagli on.
Motta e Bratti, furono ritirati e trasformati in ordine del giorno per
impegnare il governo ad affrontare l’argomento in occasione di una
riforma più organica”.
Come è andata l’audizione? Per FIAB ha aperto gli interventi, con dati
e analisi statistiche, Edoardo Galatola che, ringraziando il presidente
della Commissione on. Valducchi per la disponibilità manifestata, ha
parlato anche a nome dell’associazione dei pedoni “Cammina
Città”.
“Andare in bici – precisa Galatola – non è pericoloso, o quanto meno
non lo è molto di più dellandare a piedi. Il rischio per pedoni e
ciclisti è l’investimento da parte dei veicoli a motore, in particolare
delle quattro ruote. La statistica incidentale degli ultimi dieci anni
mostra una riduzione dei morti tra ciclisti e pedoni, ma non sufficiente a
raggiungere gli obiettivi di dimezzamento decennale richiesti dal terzo
programma quadro europeo. Anche l’elevata incidentalità nei nostri centri
urbani ci contraddistingue in negativo rispetto agli altri paesi della UE
e comporta una priorità d’azione verso l’utenza debole e non motorizzata
in particolare. I principali inteventi per la sicurezza dei ciclisti sono
l’aumento dei ciclisti stessi (safety in numbers) e la moderazione del
traffico che deve integrarsi con la creazione di itinerari protetti in
sede propria”.
Intervenire sul Codice è prioritario. Ma cosa ha chiesto la FIAB ?
Complessa e variegata la lista delle richieste dei ciclisti ai parlamentari. Nello
specifico:
- un pacchetto organico di modifiche ed integrazioni del Codice della
Strada mirate alle effettive esigenze di ciclisti e pedoni;
- il riconoscimento della bicicletta da parte dell’INAIL per la tutela
assicurativa dell’infortunio in itinere, come mezzo di trasporto
equiparato a TPL e spostamento a piedi;
- l’obbligatorietà della raccolta dati sulla mobilità, come chiesto da
EPOMM, da parte delle Amministrazioni locali;
- l’adozione di un Piano Nazionale della Mobilità Ciclistica e
l’istituzione di un Servizio Nazionale della Mobilità Ciclistica;
- analoghi interventi per la mobilità pedonale;
- l’obbligatorietà della redazione di Piani della Sicurezza Stradale per le
Amministrazioni locali e l’istituzione di un’authority per la verifica
degli stessi;
- l’individuazione delle modalità di finanziamento della mobilità
ciclistica (L. 366/98);
- l’inserimento delle opere per la mobilità ciclistica e pedonale tra
gli oneri di urbanizzazione secondaria;
- l’individuazione dei proventi per effettuare campagne di
sensibilizzazione e promozione della mobilità sostenibile;
- la realizzazione di attività di monitoraggio, verifica ed attuazione dei
principi contenuti nell’art. 191 del codice della strada, evidenziando la
precedenza dei pedoni;
- la messa a disposizione, a tutte le amministrazioni locali, di strumenti
per la conoscenza dell’incidentalità sia debole che a quattro ruote, per
aggiornare le politiche della sicurezza (vedi Osservatorio utenza debole).
E’ stata poi la volta di Enrico Chiarini, responsabile gruppo tecnico
FIAB, che ha approfondito le richieste puntuali sul Codice della Strada.
Le proposte, elencate nella documentazione fornita ai parlamentari,
vertono su ben 37 argomenti del Codice stesso, ma ne sono stati illustrati
i principali ed in particolare:
- controsenso ciclabile; segnali di indicazione ciclistica; linea di
arresto avanzata per le biciclette;
modalità di attraversamento delle intersezioni semaforizzate.
Paolo Bellino, in rappresentanza di #salvaiciclisti, è intervenuto sul
rischio di perdere la vita ogni giorno, sul mancato riconoscimento del
proprio diritto alla strada. Ha indicato una soglia critica del 15% di
utenti stradali che scelgono la bicicletta come necessaria per far
cambiare in meglio la vita nelle città italiane. Ha ricorda infine la
manifestazione nazionale del 28 aprile a Roma che vedrà convergere da
tutta Italia migliaia di ciclisti e pedoni per rivendicare i loro diritti.
Il Presidente Mario Valducci, nel confermare il personale interesse ai temi
della mobilità sostenibile e nell’intenzione di concludere nel corso
dell’attuale legislatura una riforma organica del Codice, ribadisce
l’impegno preso nel 2009. Ha ricordato l’inasprimento richiesto (8 punti
patente) per gli automobilisti che non rispettano la precedenza alle
strisce pedonali.
L’on. Vincenzo Garofalo è intervenuto sulla responsabilità nell’attuazione
dei principi di mobilità sostenibile da parte degli enti locali.
L’on. Settimo Nizzi, ex sindaco di Olbia, ha invitato la commissione a far
pressione sui comandi delle polizie municipali e ha ricordato di aver
fatto realizzare una pista ciclabile di 5 km coperta da pannelli solari
tra Olbia ed il mare. Ha osservato che sanzioni troppo severe possono
portare a non farle applicare.
Presente all’incontro anche l’on. Carmen Motta che, pur non componente
la Commissione Trasporti, ha voluto ugualmente partecipare per
testimoniare il proprio impegno in merito. E’ intervenuta per
ricordare l’impegno assunto in passato dalla Presidenza della Commissione
e ha sottolineato che la mobilità sostenibile non riguarda solo la tutela
dell’interesse di pochi, ma rappresenta un cambiamento epocale della
società. Ha infine sottolineato l’importanza anche simbolica del
riconoscimento dell’incidente in itinere.
L’on. Silvia Velo, vicepresidente della commissione, ha fatto notare come
gli interventi legislativi finora non siano stati efficaci e ha proposto
di verificare l’attuazione di leggi già esistenti.
L’on. Mario Lovelli ha chiesto, in caso di tempo limitato prima della fine
legislatura, se ci siano delle priorità e dei punti qualificanti ed Enrico
Chiarini ha sottolineato i quattro punti esposti di modifiche del Codice.
Edoardo Galatola ha ricordato l’importanza di dar seguito alla richiesta
sull’infortunio in itinere e sulla necessità di privilegiare gli
interventi di pianificazione (piani sicurezza, dati mobilità, piani
mobilità, authority) in modo che si possa ripartire immediatamente e
concretamente anche nella legislazione seguente.
Valerio Parigi (FIAB/#salvaciclisti) ha evidenziato l’importanza delle zone
ad alta moderazione presenti in altri Paesi tra cui la Germania.
Quindi Marco Pierfranceschi (#salvaciclisti) ha ricordato l’importanza di
mettere in sicurezza le strade e ha sottolineato il problema delle morti
in bici. Infine Massimiliano Baccanico (#salvaciclisti) è intervenuto in
generale sulle norme del codice esistenti, sugli incentivi per la
bicicletta e sul rispetto delle regole.
“È interessante notare – conclude Galatola – che invece dei 45 minuti
previsti, per l’interesse manifestato sull’argomento, la durata
dell’audizione si è prolungata, tra interventi e repliche, per 1 ora e
15 minuti. L’auspicio generale è una veloce concretizzazione di quanto
discusso”.
Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
Tel. +39 3200313836
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Ormai è tradizione che una volta l’anno le associazioni della FIAB si ritrovino per pedalare tutte insieme. La FIAB, solitamente con la collaborazione di una o più associazioni aderenti, organizza il “Raduno Nazionale Cicloescursionisti”.
In genere dura quattro giorni, dal giovedì alla domenica, e si svolge su strade poco trafficate. E’ un’occasione per ammirare e conoscere meglio l’Italia, in bici, in un clima conviviale e con guide locali. Tra una pedalata e l’altra si discute delle battaglie “ciclo-ecologiste” della FIAB e delle associazioni aderenti.
Eccovi il reportage del recente incontro della ECF – Federazione Europea dei Ciclisti – a Vienna (29 marzo – 1 aprile 2012).
Per FIAB presente il delegato ai rapporti con ECF Lello Sforza, la vice-Presidente ECF Doretta Vicini ed inoltre Valerio Parigi e Giulia Cortesi.
Una grande occasione per confrontare e condividere le battaglie per i diritti dei ciclisti e per lo sviluppo della mobilità ciclistica in Europa.
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Domenica 22/04/2012 Nanocicli – Fiab organizza il tour dei colli del Gibliscemi. In attesa del raduno eccovi il trailer scritto del percorso.
A guardare l’asfalto nuovo sbriciolato dal passare inaspettato di qualche tir smarrito per strada viene il malsano pensiero di uccidere il direttore dei lavori dell’impresa che ha eseguito l’opera, ma possiamo anche lasciar perdere, in fondo dell’asfalto oggi non ci importa granchè. L’aria buona che sale dal mare si distende sulla pianura e scivola lungo il corso del torrente fino al margine dei colli meridionali. Il grano ha l’altezza giusta per ondeggiare sotto la brezza in volute cangianti e caleidoscopiche che lasciano gli occhi inquieti. La sagoma scura del palazzetto dello sport distende l’ombra lunga fino al margine nord della città, lungo il confine che la separa dalle zolle smosse della grande piana.
Lasciamo il parcheggio alle nostre spalle con le ruote grasse delle bici che rullano sull’asfalto inadeguato e la catena che saltella allegra sui denti agili dei pignoni. Decidiamo di provare la via dei colli, la strada lunga che conduce il biker allenato sotto l’erta piatta del Gibliscemi, il colle tozzo che domina l’ampia vallata del fiume Gela, prima che questo si smorzi nell’abbraccio gelatinoso della diga Disueri. Per il pedalatore intimorito, quello un po’ fuori forma, il tour muore e rinasce nella piazzetta antica del borgo di Butera, sotto le finestre bifore del municipio e l’occhio attento del campanile. Muore perché lì è l’apice del giro breve; rinasce perché da lì inizia la planata veloce verso la grande distesa degli antichi campi geloi. E sarà questo il percorso che seguiremo, per tributo cronico a tutti i pedalatori stanchi, come, in fondo, siamo anche noi.
Lo sterrato “attacca” improvviso dietro le improbabili villette che chiudono il quartiere, si infila rapido nel vecchio guado basolato che supera il torrente e da lì taglia la piana come una scheggia in direzione ovest, verso i colli aguzzi che abbracciano il lago Comunelli. L’argilla bagnata rallenta l’andatura, è come camminare su un pan di spagna soffice che avvolge i denti delle gomme. Si viaggia lenti nel cuore meridionale della seconda pianura di Sicilia, distesi tra mare e terra, sotto un cielo reso terso dal maestrale di questi giorni. La strada va tranquilla e senza asperità fino al margine della ferrovia, sotto la massicciata deserta del treno che qui non passa mai. Solo una salita, due frenate brusche, una vecchia masseria e poi l’asfalto che conduce allo strappo che precede il lago. L’odore della “mannera” apre bene i polmoni, mentre la gamba spinge sulla terra che si inerpica. Fatica fatta, ma fatica premia.
Il sole brilla come una falce di luce sulla superficie d’acqua increspata dalla brezza. Il lago scivola fra i colli e si ferma nel canneto palustre, mentre una garzetta si lascia cullare dal fresco del mattino. Piacere passato, adesso si sale. Scartiamo a sinistra sulla carrareccia bianca della forestale, due tornanti netti in mezzo agli eucalipti e poi lo sterrato prende quota, quando scolliniamo il casolare della forestale ci permette di ritrovare il fiato e far scomparire visioni da cappella. E mentre il battito torna regolare il panorama rende giustizia alla fatica. Il lago è lì, ai nostri piedi, sotto l’agitare lento delle pedivelle surriscaldate. Quieto e pacioso nell’aria di primavera. Butera ci aspetta, meglio andare.
Discesa semplice fra carrubbi giovani a destra e pini un po’ più grandi a sinistra. Adesso il vento si sente e quando entriamo nel bosco le chiome degli alberi ondeggiano e si chinano, manco fossimo ospiti inattesi di regale importanza. Superiamo un vecchio casolare, pochi tratti d’asfalto e poi di nuovo giù lungo una vecchia provinciale. Così vecchia che il fondo ormai è identico a quello di una trazzera orgogliosa.
La discesa finisce nei pressi di un piccolo ponte. Adesso il bosco ci ha lasciato, pedaliamo allo scoperto lungo curve lente e colli segnati dalla siciliana virtù dal colore verde scozzese in primavera e giallo arso in estate. Si sale e si scende ancora. Ormai Butera di avvicina. Tocchiamo l’asfalto della s.p.49 e poi ci infiliamo sulla s.p.8. Le provinciali hanno sempre un suono caldo ed un nome freddo, quasi fosse un codice arcaico, eppure sono arterie di inestimabile valore, oggi ciclovie inespresse, fatte di curve ostiche per l’auto e sublimi per la bici.
Ecco il borgo, il colle ed il castello, ecco Butera, dove arriviamo impennando lungo tornanti semplici. Sulla piazza gli anziani ci guardano e da quegli sguardi nasce un discorso rituale: Esatto è vero, ma chi ce lo fa fare, lo sappiamo, non ditelo ancora. Come? La bici è pesante? ah si,beh lo sappiamo le ripeto. Ma lei ci andava al lavoro in bici? Si? Davvero, altre epoche. Noi? Niente, tranquilli, mica è lavoro, questa è droga autoironica, roba strana, non temete, adesso ci spostiamo. Ah no? Vi fa piacere se stiamo, bene. Mi scusi, visto che ci siamo, per il castello?
Discorsi di piazza a parte, dopo il panorama del castello ed una mangiata a base di potassio e carboidrati ecco il pendio che scivola in basso. Stiamo volando, senza fatica e quando sorpassiamo l’ultima asperità, la vecchia cantoniera ci saluta sorniona. Noi sappiamo che il vento ci sospinge bene, ma soprattutto il percorso si fa bello quando la strada piega a favore di gravità. Scivoliamo ancora, verso i campi meridionali e quando la ferrovia ci passa sotto il telaio ed il guado del torrente ci saluta di nuovo, vediamo l’ombra piatta del palazzetto. Siamo rientrati, con il battito costante che adesso scende sotto la soglia, quella di casa intendiamo. E adesso, a guardarlo bene, con le bici poggiate sul muretto basso ed i caschetti che penzolano dal manubrio, dopo tanto sterrato, questo asfalto sgretolato non sembra poi così male.
Simpaticissimo resoconto dello sbarco di biciclette sui luoghi dello sbarco americano del 1943, ideato e realizzato da Fabio Trombino
Riprendiamo dal sito de “La Repubblica”
VENI, vidi, bici. Questo il motto della manifestazione nazionale del 28 aprile promossa dal movimento #salvaiciclisti ai Fori Imperiali a Roma, per chiedere alla politica interventi mirati a tutela dei ciclisti sulle strade italiane e ripensare la mobilità dentro ai centri urbani: “L’Italia cambia strada, città a misura di bicicletta”. Concetti semplici, elementari: maggiore sicurezza per tutti con un’attenzione particolare per gli utenti “fragili” della strada come appunto i ciclisti. Negli ultimi dieci anni ne mancano all’appello 2.556: morti pedalando, vittime d’incidenti stradali. Una strage che, in assenza di contromisure adeguate, continua giorno dopo giorno.
Bicifestazioni gemelle. La manifestazione per la ciclabilità ai Fori Imperiali si svolgerà in contemporanea con l’analoga bicifestazione di Londra, prima città dove è nato il movimento d’opinione a favore delle due ruote attraverso l’iniziativa “Cities fit for cyclists” del Times 1 con il manifesto di 8 punti che è stato ripreso dai blogger italiano e rilanciato in rete sotto il nome di #salvaiciclisti 2. Il tam-tam corre sul web: sul sito ufficiale del movimento 3 dove è attivo il countdown di avvicinamento alla bicifestazione, su Twitter e su Facebook dove la campagna ha raggiunto oltre 16 mila sostenitori.
Le tappe per l’autorizzazione. Il nulla osta per poter svolgere la manifestazione nazionale a Roma è arrivato oggi, a oltre un mese dalla prima richiesta: una lunga attesa dovuta alla burocrazia, alla location scelta per l’evento (i Fori Imperiali sono area archeologica sottoposta a tutela, ndr) e al necessario ok da parte della questura e del Campidoglio 4. Il Comune di Roma ha formalizzato l’ok, assegnando ai manifestanti l’area dei Fori Imperiali dalle 15 alle 17 del 28 aprile per il sit-in collettivo dei ciclisti italiani che lottano per l’implementazione della ciclabilità nelle città italiane. Si riuniranno in corrispondenza della bici bianca di Eva Bodhalova, la ciclista uccisa da un taxi nella notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2009.
Dalla campagna alla legge. Le richieste del movimento #salvaiciclisti sono finite in un disegno di legge ad hoc, sottoscritto trasversalmente da oltre 60 parlamentari di tutte le forze politiche (ad eccezione della Lega) e attualmente in fase di approvazione al Senato. Inoltre i blogger italiani che sostengono la campagna hanno lanciato l’iniziativa “Caro Sindaco”, una lettera aperta con cui si chiede l’implementazione a livello locale per favorire la ciclabilità e la sicurezza dei ciclisti nelle città italiane.
Più bici, più sicurezza. Entrambe le iniziative mirano all’istituzione di “Zone 30″ in ambito urbano – con velocità massima di 30 chilometri orari – la costruzione di strutture atte a favorire la ciclabilità nelle città, il monitoraggio delle strade e il ripensamento degli incroci più pericolosi e, naturalmente, un maggiore impegno per contrastare il fenomeno della sosta selvaggia di auto e moto. E ancora: strategie per incrementare del 5 percento gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali, percorsi ciclabili sicuri e integrati nel tessuto urbano.
Messaggi da seguire. Per diffondere il “verbo delle due ruote” attraverso quella che i promotori chiamano una “battaglia di civiltà” alcuni primi cittadini si sono già dati da fare: attraverso campagne di comunicazione mirate per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza (come ha fatto, per primo, il Comune di Milano con i messaggi #salvaiciclisti sui pannelli stradali). Per la grande bicifestazione di sabato 28 aprile, prima uscita pubblica del movimento d’opinione nato sul web, sono attese nella Capitale alcune migliaia di persone provenienti da tutta Italia. E altrettante biciclette.
Pubblichiamo i chiarimenti del presidente della FIAB in merito al provvedimento ministeriale relativo alla possibilità per le bici di procedere contromano nei sensi unici cittadini.
BICI “CONTROMANO”, NON FACCIAMO CONFUSIONE
IL PROVVEDIMENTO NON VA APPLICATO DOVUNQUE CREANDO ALLARME E PROTESTE
ALCUNE PRECISAZIONI DEL PRESIDENTE FIAB, ANTONIO DALLA VENEZIA
Con riferimento alla notizia riportata da alcuni organi di stampa in modo equivoco o inesatto, in relazione al tema del “controsenso ciclabile”, ossia della possibilità di adottare il provvedimento di doppio senso per le bici su strade a senso unico a seguito di un parere del Ministero Infrastrutture e Trasporti, è doveroso precisare quanto segue:
1) non si tratta di una norma generale ed astratta, ma di un parere tecnico importante, atteso da tempo, che riteniamo utile e anzi fondamentale per lo sviluppo della ciclabilità e la sicurezza stradale ma che va applicato con saggezza;
2) l’applicazione nei singoli casi è competenza degli organi proprietari delle strade (nei nostri casi, solitamente, i Comuni), che devono valutarne l’applicabilità concreta alle situazioni specifiche, in presenza di condizioni particolari;
3) in assenza di diversa indicazione, continuano a valere le prescrizioni di rilevanza generale previste dal codice della strada che devono pertanto essere rispettate da tutti, ciclisti inclusi;
4) chiediamo a tutti gli organi di comunicazione di prestare attenzione a una corretta ed attenta divulgazione delle informazioni per non provocare letture distorte, frettolose e controproducenti che rischiano anche di vanificare la portata innovativa e di buon senso contenuta nel parere reso dal Ministero. Già nel comunicato stampa FIAB di ieri veniva precisato che la circolazione delle bici non sarebbe stata consentita in controsenso dovunque ma, con provvedimento amministrativo del Comune, solo nei casi di “strade larghe almeno 4,25 metri, zone con limite di 30 km/h, zone a traffico limitato, assenza di traffico pesante”.
Antonio Dalla Venezia
Presidente FIAB
Riprendiamo dal sito de “La Repubblica”
Non è stata ancora autorizzata la manifestazione promossa dall’associazione #salvaiciclisti, il movimento nato sul web a sostegno della ciclabilità, che da mesi sta spopolando in rete. La questione è nata dopo la richiesta, da parte del comitato organizzativo, di lanciare una mobilitazione a due ruote per sensibilizzare politici e cittadini verso misure concrete per la tutela di tutti coloro che si muovono in bici. In assenza dell’autorizzazione da parte della questura di Roma, i due senatori del Pd Francesco Ferrante e Marco Perduca, uno dei 63 senatori firmatari, hanno presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, chiedendo i motivi per i quali il permesso richiesto non sia ancora stato concesso.
“La cosa più triste – dicono i promotori – non è la violazione di un diritto costituzionalmente garantito, di per se gravissimo, ma che questo sia accompagnato dal più totale silenzio del comune di Roma Capitale che, stando alle dichiarazioni del sindaco, Gianni Alemanno, ha aderito ufficialmente alla campagna, e da cui la questura si attende un assenso preventivo”.
Sono ormai 15mila gli aderenti su facebook alla campagna “Salviamo i ciclisti”, lanciata da un gruppo di blogger e che sta ricevendo il sostegno anche di
associazioni e figure istituzionali e politiche, a partire dai sindaci di Roma, Milano, Torino e Bologna. Dall’iniziativa – sull’onda di quella analoga del quotidiano Times – è nata una proposta di legge elaborata dal senatore del Pd Francesco Ferrante, nonchè primo firmatario del ddl che riprende le richieste della campagna, è stata presentata alle due camere e firmata da 63 parlamentari membri di tutti i gruppi.
E la manifestazione del 28 aprile a Roma rappresenterà il primo appuntamento pubblico nazionale del movimento.
Quando l’auto divora la strada allora dobbiamo crearcene di nuove, almeno noi che di ruote ne abbiamo due e di cavalli neanche uno, però andiamo a carboidrati e potassio. Con questo spirito e grazie alla collaborazione paritaria ed inestimabile del comitato di quartiere di Macchitella abbiamo donato all’amministrazione comunale la bozza del progetto per la realizzazione di una pista ciclopedonale nel cuore del quartiere di Macchitella. La pista attraverserà il quartiere da Est a Ovest nella parte centrale, ripercorrendo i vecchi viali interni oggi praticamente dismessi.
Mappandola sono stati rilevanti tanti punti di interesse e molte aree verdi totalmente in disuso. Grazie a questo progetto il quartiere di Macchitella sarebbe il primo ad avere un’infrastruttura lineare interamente dedicata alla mobilità sostenibile. Difatti la ciclabile di Macchitella è pensata per inserirsi nel contesto urbano dei trasposrti e non solo con vocazione meramente ludica. Il percorso così come studiato dal nostro tecnico, arch. Mauro Burgio, permette di muoversi all’interno del quartiere in tutta sicurezza, consentendo di raggiungere le aree sociali cardine dell’abitato, ossia la scuola, l’area commerciale e la zona della chiesa, per poi ricongiungersi al traffico veicolare all’altezza del Lungomare ad Est e nella zona del viale Enrico Mattei ad Ovest.
La positiva risposta dell’amministrazione comunale ed in particolare dell’assessore Giuseppe d’Aleo lascia ben sperare per il futuro e per la possibile realizzazione dell’opera.
Domenica 01 aprile Nanocicli – Fiab organizza la seconda edizione del ciclotour sui luoghi dello sbarco americano.
Pedalata cicloturistica lenta e su strada attraverso i luoghi simbolo dello sbarco americano a Gela.
La bicicletta ci condurrà nelle piazze e sui costoni urbani che hanno segnato uno degli eventi più cruenti dello sbarco in Sicilia, ci porterà nella piana di Gela, fra postazioni militari, antiche piste aeroportuali e bunker ancora solidi. Per poi condurci ai limiti della spiaggia, su quel vecchio pontile sbarcatoio che vide i mezzi da sbarco toccare l’Europa.
PROGRAMMA
Ore 8,30 – Raduno dei partecipanti in bicicletta presso piazza Umberto I.
Ore 9,15 – Partenza con passaggio attraverso alcuni luoghi cardine dello sbarco all’interno del perimetro urbano.
Ore 11,00 – Arrivo presso il Castelluccio Federiciano e visita alle postazioni militari della zona.
Ore 11,40 – Passaggio dall’antica diga cinquecentesca detta Presa Grotticelle, visita alla zona immediatamente prospiciente l’ex campo volo di Ponte Olivo
Ore 12,15 – Visita dei Bunker antischeggia posti sulla S.S. 190 (strada delle zolfare) e rientro attraverso la piana di Gela con illustrazione degli eventi bellici accaduti all’interno della piana stessa.
Ore 13,30 – Arrivo presso l’antico Pontile Sbarcatoio.
Ore 14,00 – Fine tour con pranzo nei pressi dell’antica dogana.
LUOGHI DI INTERESSE VISITATI
Aree Urbane Simbolo degli eventi Bellici del 1943
Castello Federiciano e Postazioni militari Italiane
Diga Grotticelle, opera idrica del 500
Area dell’antica pista dell’aereoporto militare
Area del cimitero militare
Bunker antischeggia
Area di nidificazione della Cicogna Bianca
NOTE TECNICHE
Lunghezza complessiva del tour: Km 37
Difficoltà: media
Morfologia: abbastanza pianeggiante
Dislivello in salita: 150m.
Fondo: asfalto, con brevissimo tratto sterrato in pianura e compatto.
Bici consigliata: Ibrida (City Bike) o se si vuole mtb
NOTE GENERALI
I partecipanti dovranno essere muniti di bicicletta efficiente ed in buono stato, con gomme gonfie e freni efficienti. Si consiglia di portare con sé almeno una camera d’aria di scorta. E’ buona cosa essere autonomi per quanto riguarda il rifornimento idrico.
E’ raccomandato l’uso del caschetto di protezione.
I minorenni dovranno essere obbligatoriamente accompagnati dai genitori
Sarà possibile attivare la mattina della partenza l’assicurazione infortuni al costo di € 1 a persona
Il pranzo è a carico dei partecipanti.
L’organizzazione declina ogni responsabilità per danni a cose o persone, anche terze, derivanti da caso fortuito, imperizia, negligenza o violazioni di norme attinenti al codice della strada e/o comunque alla normale prudenza.
Per chi arriva il giorno prima è possibile pernottare in struttura convenzionata.
Info e prenotazioni per pernottamento :
3496185661 (Simone) – 3405044856 (Valentina) – nanocicli@alice.it
Some days in the life of a Siberian cyclist… a dazzling rush through some random encounters from Rob Lilwall on Vimeo.
Continuano le escursioni a tutto campo Nanocicli – Fiab. Domenica ci dividiamo tra il trekking e la mountain bike.
Mountain Bike
Gli amici dell’associazione Bikalat Fiab di Caltagirone organizzano “Ricotta e Salsiccia” escursione su sterrato il cui nome dice tutto su come reintegrare le calorie perse.
Per chi vuole andare l’appuntamento è alle ore 7,45 presso il piazzale antistante il bar raquette, per la partenza in auto alla volta di Caltagirone. Si raccomanda l apuntualità
Trekking
Nanocicli organizza il terzo appuntamento escursionistico a piedi della stagione, il Montelungo Trekking, una camminata lenta sottocosta fino al poggio arena. Appuntamento ore 8,30 in auto al bar la Capannina di Macchitella (Gela). Per poi raggiungere il luogo di inizio dell’escursione.
Pubblichiamo un link che permette di scaricare un brevissimo saggio di Ivan Illich sulla mobilità dal titolo Energia ed equità.
Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.
La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).
In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.
Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:
Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.
Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.
Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.
Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti